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Ho avuto il privilegio di arrivare a Vignamaggio per fotografare un matrimonio. Durante il sopralluogo, mi sono reso conto che stavo vivendo tanti piccoli deja vù, e solamente quando sono arrivato in giardino mi sono ritrovato negli stessi luoghi in cui Margherita e Benedetto esplodono d’amore in ‘Much ado about nothing”, il bellissimo film di Kenneth Brannagh.

Essere fotografo è una faccenda difficile, complessa e forse la cosa che più mi piace risiede proprio qui. È un incontro continuo di persone diverse a cui devo raccontare/ricordare ciò che hanno vissuto, e per farlo non ho che la mia visione, il mio linguaggio. Questione di sintesi di momenti che mi ‘appartengono’ e che riesco a restituire iconograficamente. La fotografia di matrimonio non è solo fare click, se lo diventasse smetterei subito.
Per fortuna ci sono poche cose che mi mettono in imbarazzo, ma tra queste c’è sicuramente l’essere al centro dell’attenzione. In un gruppo jazz non potrei mai suonare la tromba, sarei molto più a mio agio con un contrabbasso, nella penombra, dietro alla batteria.
Non fatico molto a scegliere cosa raccontarvi perché per fortuna non me ne sono capitate molte. Comunque a scena che temo non dimenticherò mai è stata una furiosa lite tra gli sposi poco prima di entrare in sala per dare il via al ricevimento: ero pronto per fotografare il loro passaggio nel magnifico salone quando improvvisamente è esplosa tutta la tensione di un avvicinamento al grande giorno particolarmente complesso. Mi sono fatto piccolo, ho trattenuto il respiro e ho sperato di diventare invisibile.

Adoro i matrimoni anglosassoni e la loro tradizione degli speech, i discorsi che vengono dedicati agli sposi da parte delle persone più care. Durante un matrimonio dell’anno scorso il testimone dello sposo ha fatto commuovere tutti i partecipanti raccontando semplicemente come si era costruita negli anni la loro amicizia, e ammetto che una lacrima è scesa pure a me.
Divertente ma soprattutto inaspettato è stato quando mi sono ritrovato a dover sostituire l’amica della sposa durante le fasi finali della preparazione. L’emozione le aveva giocato un brutto scherzo e le tremavano talmente tanto le mani da non riuscire ad allacciare quell’infinita fila di bottoni; e dico infinita perché credo siano stati i dieci minuti più lunghi della mia giornata.
Sono una persona molto curiosa e mi piace confrontarmi sempre con situazioni nuove e luoghi che non ho mai visto. Ma se devo proprio scegliere allora scelgo Venezia, che è la mia città del cuore e dove mi rifugio quando ho bisogno di ‘cambiare ritmo’. Ho avuto la fortuna di viverci per cinque anni e posso dire di conoscerla bene ma confesso che ogni volta che ci torno vedo sempre cose nuove, nuovi punti di vista e nuovi scorci.
Mi piace molto lo spazio, i rapporti spaziali che si determinano nell’ambiente grazie alla luce ed alle persone che lo usano e questa attenzione deriva sicuramente dal mio percorso accademico. Riportando questo al giorno del matrimonio ecco che mi ritrovo spesso scattare immagini d’insieme, fotografie realizzate con il grandangolo dove le persone coinvolte dell’evento sono parte del luogo del ricevimento.




Purtroppo per motivi di privacy non posso mostrarvi il matrimonio. Però quando mi trovo a tu per tu con la location mi piace scattare degli appunti con l’iPhone, che una volta trasformati in polaroid inserisco nel mio diario.
Website/blog e contatti di Giovanni:
www.giovannivanoglio.it
+39 339 36 56 76 8